Parole nel silenzio
Parole, pensieri, desideri, sogni, musica, domande, lettere, per una solitudine insonne...
"Se tu sarai capace di stare senza attesa, vedrai cose che gli altri non vedono. Quello a cui tieni, che ti capiterà, non verrà con un'attesa"
"Mi torna alla mente il passato con parvenza di intero, per un bisogno di appartenenza a qualcosa, che stasera mi spinge verso di esso, verso una provenienza."
"Une fois, un jour..."
verrà, vedrai...
per il pane e le rose...
per il coraggio di dire basta...
per tutto o niente, ora e subito...
per questa voce che ancora rischia...
per questi giorni di guerra e di pietre...
per queste ossa spezzate...
per la nostra allegria...
per i nostri colori...
per il sangue versato...
per la forza che resta...
per questa pelle torturata...
per chi ancora non si arrende...
per fare e non farsi...
per tentare di riprenderci la vita...
...per me e per te...
Le radici...
• Francoise Heritier [a cura di] - Sulla Violenza (Roma, 1997)
• Michel Faber - Natale in Silver Street (2005, Milano)
• Herman Hesse - Favola d'amore (Roma, 1992)
• Umberto Galimberti - Il tramonto dell'occidente (2002, Milano)
• José Saramago - Le intermittenze della morte (2005, Milano)
• Nanni Balestrini - Gli invisibili (Milano, 1987)
• Horacio Verbitsky - Il volo, rivelazioni di un militare pentito sulla fine dei desaparecidos (2005, Milano))
...E le ali
"7"
• Gianni Maroccolo feat. Carmen Consoli- Carezza d'autunno (La nostra meraviglia)
• Sigur Ros - Staralfur
• Irio De Paula & Fabrizio Bosso - O Amor em Paz (Once I Loved)
• Ryan Adams - Nobody Girl (Gold)
• Paolo Benvegnù - Cerchi nell'acqua (Piccoli fragilissimi film)
• Roni Size - Dirty Beatsbr (Reprazent)
Vorrei...
Discografia
24 Grana, 99 Posse, A perfect Circle, Afterhours, Africa Unite, Agricantus, Air, Amon Tobin, Ani di franco, Alanis Morisette, Al Mukawama, Alice in Chains Almamegretta, Anthony B, Asian Dub Foundation, Avion Travel, Betagarri, Baustelle, Banda Bassotti, Banco del Mutuo Soccorso, Bandabardò, Battiato, Belle and Sebastian, Ben Harper, Beres Hammond, Bisca, Bjork, Blonde Redhead, Bluvertigo, Bright Eyes, Buju Banton, Bush, Bandabardò, Bob Dylan, Caravane de Ville, Carmen Consoli, Cristina Donà, Casino Royale, Casa del Vento, Catch 22, Clash, Chemical Brothers, Counting Crows, C.S.I.,Chumbawamba,Cocteau Twins, Cranberries, Daniele Silvestri, Daniele Sepe, Davide Van de Sfroos, dEUS, Deftones, Dire Straits, Dub Syndacate, Enrico Rava & Stefano Bollani, Fabrizio De Andrè, Fahrenheit 451, FranziSka , Fratelli di Soledad, Franti, Frankois Kevorkian, Foo Fighters, Folkabbestia, Fugazi, GanG, Gaetano Liquori, Gatto Ciliegia vs Il grande freddo, Giardini di Mirò, Ginevra di Marco, Giorno di Paga, Giuliano Palma & The Bluebeaters, Gregory Isaacs, Gomez, Hüsker Dü, Incubus, Lalli, Laurel Aitken, Leonard Cohen, Luigi Tenco, Linea 77, Los Fastidios, Luciano, Janis Joplin, Jeff Buckley, Joan Baez, Joe Strummer & the Mescaleros, Joy Division, John Coltrane, Julie's Haircut, King of Convenience, La Crus, Lagwagon, Lou Reed, Mad Professor, Massive Attack, Manic Street Preachers, Manu Chao, Marlene Kuntz, Marmaja, Massimo Volume, Max Gazzè, Mau Mau, Mercanti di Liquore, Modena City Ramblers, Moby, Moltheni, Motel Connection, Muse, Neil Young, Nina Simone, Nick Cave & The bad seed, Nine Inch Nails, Nirvana, NoFx, Noir Desire, Nuova Compagnia Di Canto Popolare, Patti Smiths, Pavement, Pearl Jam, Pennywise, Persiana Jones, Pogues, P.G.R., Portishead, Placebo, Perturbazione, Pixies, PJ Harvey, Prozac +, Punkreas, Quintorigo, Queen of the stone age, Roni Size, Ramones, R.E.M., Radiohead, Ratti della Sabina, Rage Against the Machines, Reggae National Tickets, Red Hot Chili Peppers, Rino Gaetano, Ryan Adams, Robert Wyatt, Roy Paci & Aretuska, Satanic Surfer, Shandon, Social Distorsion, Saïan Supa Crew, Scisma, Sigur Ros, Silverchair, Ska-P, Skiantos, Skunk Anansie, Smashing Pumpkins, Sonic Youth, Soundgarden, Spasulati Band, Statuto, Stephen Malkmus, SubsOnicA, Tetes de Bois, The Cure, The Smiths, Tiromancino,Tim Buckley Tony Rebel, Tom Waits, Tori Amos, Tre Allegri Ragazzi Morti, Tricky, The Vines, The Strokes, The Distillers, The Roots, Turin Brakes, T.O.K., U2, Underword, UNKLE, Vandals, Velvet Underground, Verdena, Villa Ada Posse, Vinicio Capossela, Yuppie Flu, Wilco, Yo Yo Mundi, Zion Train
Quella notte di anime d’incenso, di vinti ed invincibili, di figli di nessuno, di storie invincibili, vedemmo la via giusta, il passaggio per uscire dalle mura di Caos, di Caos città • Noi la vedemmo in mezzo al traffico che vendeva fiori, c’è chi la chiama Malinconia e chi Madonna dei dolori, Noi la chiamammo forte, la chiamammo Resistenza, lei si voltò con due occhi di bambina, un oceano d’innocenza
Quella notte andavano due uomini, ma non sapevano più da che parte andare, quella notte fredda e scura, era la notte di Natale • un angelo venuto da lontano li vide e con un sorriso gli svelò un segreto era evaso dal paradiso, si tolse le ali e li coprì mentre la neve cadeva piano piano
Quella notte ti vidi camminare al buio da sola a testa alta, dispersa nei suoi e nei tuoi cambiamenti, con gli stessi occhi di sempre ma gli sguardi diversi • quella notte cadevano le stelle ed erano tutti fermi davanti la TV, tu cercasti di arrivare dove il buoi finisce, dove si sente il rumore dei pensieri che svaniscono, cercasti di tenere i giorni in mano senza farli cadere come polvere... • e dopo una corsa senza tregua verso orizzonti nuovi cercasti di riprenderti la vita e il tuo sogno che non arrivava mai...
Quella notte c'erano... la mia Manuela • Jules e Jim di Truffaut e i due nani di Velasquez • Gaetano Bresci • la scimmia di Chodasevic • gli occhi da bambino e le favole di Marcos • i topi di Camus • Gerontion e i diavoli di Dostoevskji • gli operai della FIAT di Mirafiori e i fiori di Monet • un quarto di Luna di Pavese • le pistole di Emiliano Zapata • i due fratelli Rosselli con i sette fratelli Cervi • la banana di Andy Warhol • Terrà e Liberta di Loach • il cappotto di Judais Priest • la notte stellata e i corvi neri di Van Gogh • il re Tule e i suoi violini • il sigaro di Fidel • il Signor Malaussène di Pennac • Piazza Maggiore e Via Zamboni di Bologna • le sigarette di Majakavoskij • la foto di Guevara • il Gerard di Kerouac • le ballerine di terza fila • i cavalli di Paolo Uccello • il circo Takimiri • la Grande Mareggiata • i resti delle mura di Berlino con quelli delle mura di Gerico • il pesce rosso di Charlie Mingus • i bambini di Terezin con le vedove di Osseg • l’Oceano mare di Baricco • la contea di Galway e le isole Aran • Inishmore • l’Irlanda • una codina di nuvola • i giocolieri di Picasso • l’isola sconosciuta di Saramago • i giocatori di carte di Cézanne • un vecchio comunista • l’Alex di Ernico Brizzi • Le Invasioni di Luglio • spiedini e bruschette • Luì de Gnocchi con un bicchiere di Pioggia • la Mezquita di Cordoba • i Gang con Joe Strummer • i monologhi di Marco Paolini • • Isabella Santacroce • le case bianco-nere di Chester • un pigiama dall'odore umido • "la poesia collettiva" • i peperoncini con il tonno • Two Steep • il volo di un sogno e il sogno di un volo • un Assalto Frontale • Nicola e Mirella della "Meglio Gioventù" • le valse di Yann Tiersen • la tenerezza di Troisi • una camomilla miele&vaniglia prima di addormentarsi • la spiaggia di Catania e una copertina • Claudio, Manuel e Maya di Fame Chimica • "Le mille e una notte" • tutte le preghiere non ascoltate • la Città Futura di Gramsci e la Città del Sole di Campanella • L'altra metà del cielo • Padre Fedele e la sua mensa dei poveri • Roma città aperta di Rossellini • la “parola” di Buster Keaton • le Stelle Buone di Cristina Donà • lo sguardo magico di Bergam e suo il posto delle fragole • "I tre uomini paradossali" di De Michele • il vento dello stretto di Messina • "Il quarto stato" di Pellizza • un Mappamondo illuminato • la sagra a Zafferana Etnea • un sorriso con gli occhi chiusi • Mohawk, Navaho, Sioux, Apaches e tutti gli "indiani metropolitani" • una voglia di rivolta • Acireale, Acitrezza e Acicastello • "l'Altra" • Annarella • la terra, la luna e l'abbondanza • Patricio con suo padre • una goccia di sole • Sante Notarnicola che cammina sotto il cielo • “la commissione emarginati” • i dialetti soffocati nelle fabbriche • il femminismo di Dacia Maraini • Lewis Carrol & Alice • il profumo della libertà • una grande mareggiata • l'Albert Dock's di Liverpool • le pietre dei Bisca • Dancer in the Dark • “la gente di mais” • Giordano bruno nella sua Campo dei Fiori • lo sciamanismo di Castaneda • la camicia rossa di Garibaldi • Papalagi • i destini incrociati • "la sposa" di Kill Bill • le foto-tessere di Amelie • l’8 settembre del ’43 e la Resistenza • l’Arturo Bandini di John Fante con Drugo, il Grande Lebowski • le canzoni, quelle ad occhi chiusi.. • il profumo d’incenso pesca e vaniglia • il bandito senza tempo • una bottiglia di Dolcetto d’Acqui • le notti punk e i figli di operai • la freccia azzurra di Rodari • le matite di Pazienza • Bukowski • il Casco Vejo e le "siete calles" di Bilbao • Diamond Sea dei Sonic Youth • Lenin con Robespierre • i Quindicimila passi di Trevisan e i Cento Passi di Giordana • Vanessa • l’altrà metà del cielo • Itab Hassan Mustapha • il Manifesto di domani in tasca e un editoriale di Pintor • gli artisti di strada di Piazza Navona • Nagual il messaggero • G8nova e G8nova un anno dopo • la Fortezza dal Basso di Firenze • Piero di Ovosodo • Pio la Torre • il piano di Cecil Taylor e il sassofono di John Coltrane • Donnici e la sagra del vino • gli Amori ridicoli di Kundera e i piccoli equivoci senza importanza di Tabucchi • il "mentalloro" • le canzoni di Lugi Tenco • gli elfi e le fate • il Chile di Neruda • la voce e le mani di Tori Amos • il Pin di Calvino • le trattorie di Trastevere • un fiore che riposa tra le pagine di un libro • le radici e le ali • il 1977 • Mandela • il "fuoco" dell'Etna • il fratello figlio unico di Rino Gaetano • Roma • Cesare il muratore • Fausto e Iaio con Auro e Marco • la Riturnella • l’orda d’oro di Nanni Balestrini • Plaza de la Universidad e i "todo centos" di Valladolid • Paris Texas di Wenders • i poveri e gli umili e il Sud del mondo • il Leonkavallo • Nuotando nell’Aria e i Marlene Kuntz • un bicchiere pieno di Jack Daniel’s secco • Radio Alice • i profumi di mercato • il castello Estense di Ferrara illuminato come la notte di Capodanno e il concerto di Capossela a Teatro • gli Altri libertini di Tondelli • la Curva Sud • i due fratelli Marx con i sette fratelli Maccabbei • la Cooperativa edile XXV Aprile • I Girasoli di Schiele • il Bar Belli di San Lorenzo • l'Albayzín e il Sacromonte di Granada • il fazzoletto rosso di Pietro Cavallero • il "palleggiatore matto" con la maglia di Maradona in piazza Leidsplein di Amsterdam • Jeff Buckley • Renato Curcio con Mara Cagol • Managua • il Bandito Trovarelli • il primo maggio di Roma e quello di Bologna • l’autonomia operaia di Toni Negri • tutti i sogni utopici • le "piazzettine" e i "patio" di Siviglia • "Ziu Giuvanni u cane" dell'Unical • le Becks a 1 euro • i gitani di Kusturica • gli occhiali e lettere di Gramsci • Chico Mendes • i comitati di lotta per la casa romani • le mie mani calde • Florentino Aziza di Marquez con Remedios la bella • Stalingrado • i "soliti ignoti" • l’Aula 2 okkupata di Lettere e l’Aula 12 di Scienze Politiche • le "k"anzoni dei 24 Grana • il “Cobas” che aveva i nostri ipotetici biglietti del treno • l’ironia di Michele Serra • gli zingari felici • il Piccolo Principe • Rossetto e Cioccolato • Piazzale Loreto • il 25 aprile del 1945 • la notte di San Lorenzo dei Taviani • le caldarroste giornaliere e la Ghirlandina di Modena • l’urlo dei clandestini • la Sila • il 32 di Via dei Volsci • i fiori del male di Baudelaire • le paste "light" cucinate in Sicilia • il rosso e il blu • la Luna rossa • Fate e Transistor • il Corto Circuito e il Villaggio Globale di Roma • i postini con le bici dell'Emilia-Romagna • il bar sport di Benni • i morti di Reggio Emilia con quelli di Sabra e Chatila • Afterhours • le mani dei lavoratori • Fahrenheit 451 • l'ikurrina sventolata in aria • l'odore di strada bagnata nell'aria • l’antifascismo di Bocca • Filippo Malatesta • una guida Routard • Erri de Luca e la spiaggia dei pescatori di Ischia • le tapas con la sangria e la cerveza • quel tuo fuggire lento • i ponti di Maastricht • i senza volto e i senza nome • Before sunrise e Before sunset • vino e formaggi • il the freddo con le gocciole • le luci natalizie di Torino • lo stesso mare di ogni estate di Tusquets • i sobborghi e i ghetti • Paris • le gente di Cuba e la loro dignità • l'amore liquido di Bauman • Piazza Roma • Mano Negra • un Martini nel bicchiere di carta del Bar Mazzini • Amer Wagdi di Nagir Mahfuz • la memoria perduta • il Rimmel di De Gregori • le "patatone" di Amsterdam • Giustizia e Libertà • Emanuela • la gioia e la tenerezza • un metalmeccanico in tuta blu • Dario Fò e Franca Rame • un altro albergo fra la terra e il cielo • un orchestra zigana ungherese • "l'intifada fino alla vittoria" • Alfredo e la pizza della mensa di Via de Lollis • The Cure • Sacco e Vanzetti • Sergio di Cresceranno i Carciofi a Mimongo • Matteotti • il 71 che passa per San Lorenzo • la spiaggia di Catania • Malasana, Lavaspies, e la Chueca di Madrid • mio padre da giovane • il Giudice di De Andrè • gli operai lasciati morire nei cantieri e nelle miniere • la Banda Bassotti e la Gridalo Forte • un corteo di sindacati • i petali di rosa di American Beauty • il rumore dei fiori di sangue • la libreria Odradek e Disfunzioni Musicali di Roma • la ragazza sbagliata in una vita sbagliata • Valerio Mastrandrea • il "Supermarket noia" • Vinc,Hubert e Said e l'Odio • la Feltrinelli di Bologna • Frente Sandinista Liberacion Nacional • la Luna Ribelle • Charlotte di Lost in Translation • il "Rivolta" di Venezia e tutti i veneziani • Ya Basta • le galere chiuse • l'onnippresente Paolo Cento • l'Osteria Hermes di Modena, il "Rosso" di Bologna e l'Osteria delle Volte di Ferrara • Billy Brag che canta sotto la pioggia • il ’68 • un fisamornicista • la donna che un giorno mi ha amato con gli occhi più scuri e gli abbracci più dolci • i negozi pakistani di Bologna • i ghetti di Rotterdam • i minatori inglesi e quelli di Abruxi • Heidi Giuliani insieme a Carlo... • l’amore e la rivolta di Ferrè • due gocce di Sole • le tejeras di Granada • Piazza del Campo a Siena • Gino Strada • “if jah” di Tony Rebel • le fabbriche e la nebbia di Sesto San Giovanni • Bergamo Alta • le mie candele finalmente accese • la giacca di Claudio Lolli • il basso che non ho mai comprato • un pacchetto di Merit sul tavolo • i Folkabbestia • i desaparecidos argentini con le loro madri • i pub e le birre bevute di Bruxelles • la speranza che c'è nei "treni dal Sud" • la mia sciarpa • la voglia di libertà • i Murazzi e il Baloon di Torino • la vespa di Nanni Moretti • un sorriso di un bambino • "io e te" • il vaso di rose di Renoir • i Nuclei Sconvolti • il treno di Mezzanotte • Piazza del Gesù di Napoli • il pazzo di Zurigo e il lago di Agno • le stradine di Genova e Venezia • le Radici nel Cemento • il Gabbiano Johnatan Livingston • l’EZLN • i figli dell’officina • Alex Zanottelli • la Locomotiva di Guccini • i portuali e le Bal di Livorno • gli Ultras di Venezia e del Collettivo di Ancona • Euskadi ta Askatasuna • tutti quelli con cui ho bevuto e diviso un letto • i cerchi di Kandinskij • i morti nelle piazze...e i compagni e "dimenticati" in galera • Narciso e Boccadoro di Hesse • le bancarelle di Porta Portese a Roma e di Porta Palazzo a Torino • il mio “coso” al cuore e allo stomaco quando mi manca troppo qualcuno • Pancho Villa • Malcom X • le pantere nere • l’alchimista di Cohelo • il Cosenza in serie A • Claudio Spagna che tifa ancora al Marassi di Genova • il Bae in Chiapas • le lettere di Pasolini • La Haine di Kassovitz • il pane e le rose • il centravanti assassinato che cucina le ricette di Montalban • Lotta Continua • “la volpe azzurra” di Leonard Cohen • i 160 operai di Porto Marghera • la Palestina libera • Piazza Spui ad Amsterdam • i partigiani caduti e il loro sangue versato, che è oggi la nostra libertà •
Quella notte che le strade divennero arcobaleno tagliammo per sempre il dito che ci nascondeva il sole, così navigammo senza ombra, con le nostre vele con i nostri cuori pieni di paura, pensando alla nostra vecchia casa fatta di piazze, trascinammo il mare verso il sole...
lunedì, 26 novembre 2007
Bologna, Capuologo delle politiche securitarie, 2007
Vuoi che ti dica cosa penso?", "Parla...",
"Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo..."
"Ciechi che vedono?"
"Ciechi che, pur vedendo, non vedono..." [José Saramago, "Cecità"]
"Odio chi non ha più dignità e si traveste per campare e non si batte e si lascia andare. Odio chi non sa da che parte stare e dice "sarà sempre uguale, io sto da parte" e ci lascia andare a fondo..."
Sono cresciuto in una famiglia di persone che, nel loro piccolo, non sono mai rimaste indifferenti, non hanno "badato ai fatti propri", e tra i libri che giravano in casa - neanche i libri pare stessero fermi - ce n'era uno di Gramsci dove ho ritrovato una pagina che sembra il nostro "manifesto di famiglia". Diceva Gramsci nel 1917:
"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti..."
Abbiamo bisogno di testimonianze che ci raccontino la vera storia, le vicende umane di quanti non sono rimasti indifferenti e hanno partecipato e parteggiato, e anche nelle sconfitte, non sono mai stati vinti, perché hanno difeso e mantenuto in vita il bene più prezioso: la dignità.
E non si tratta affatto di crogiolarsi nel passato per delusione del presente: tra la Genova del 1960 e la Genova del 2001 c'è più che un filo, c'è una cima, una gomena, mille legami tra persone che non dimenticano e ricordano le proprie radici per gettare germogli nell'oggi e nel domani, con la chiara coscienza che quella parte più oscura e brutale del genere umano è sempre pronta a scatenarsi quando l'indifferenza glielo permette.
Mio padre aveva un treno e terra dove andare a nord una stazione lo stava ad aspettare. E le notti erano lunghe ed i giorni da contare straniero era il suo nome sua la voglia di tornare. Alì aveva un treno e terra dove andare a nord una stazione lo stava ad aspettare. E partì che era di Maggio con l'armata della fame e portò con sè fatica e una vita da sudare...
Siamo lacrime del sole siamo fiato del vulcano siamo cenere di vento siamo polvere di grano siamo i solchi della terra siamo i calli della mano siamo avanzi delle nuvole siamo pane quotidiano. Siamo linea di cometa siamo il cerchio dell'anello siamo i tacchi di una danza siamo punta di coltello Siamo schiaffo del bagliore siamo ombra di carezza siamo sabbia dei deserti siamo i sassi di una piazza. Siamo labbra di un sorriso siamo sangue ossa e sudore siamo il sogno di una cosa siamo lacrime del sole. Siamo limite e soglia siamo tutto e siamo niente siamo il fuoco che si accende il fuoco che si accende nel cuore e nella mente..
La cultura contadina è stata per millenni una cultura legata alle stagioni, a una scansione del tempo ciclica e non storica. Nella storia è entrata da poco tempo, forse un cinquantennio, poco più, poco meno… E quell’essere stati fuori dalla storia non va perduto, non va dimenticato poiché molto c’è in quella cultura che oggi va ripreso e rivalutato. Soprattutto l’essere parte di tutto l’universo. Di ciò che è vita e che ogni volta ci appartiene e nello stesso tempo ci oltrepassa. Cantare oggi questo sentimento, questa religiosità, ci permette di dare una risposta a ciò che siamo e a chi siamo. Per farlo abbiamo ritrovato una canzone gaelica, dei celti, dell’inizio della storia europea. Questa canzone dice di essere tutto, di essere presenti a tutto ciò che accade. “Io sono il vento che soffia sul mare, sono l’onda dell’oceano, sono il toro delle sette battaglie, sono l’aquila della roccia…”. Vederci e vedere, guardare il mondo e noi stessi. Noi siamo tutto l’universo e l’universo è in noi. Dalle nostre scelte dipende il futuro dell’universo come dal battito d’ali di una farfalla. Oggi si può e si deve tornare alla terra ma nuovi, da uomini planetari. Si può tornare alla terra come astronauti che l’hanno vista dall’alto e si sono resi conto che è la nostra unica casa. L’Altrove non c’è più, abbiamo raggiunto i confini. Ma c’è l’Altro che c’è in noi e tra noi, nelle mille differenze con cui dobbiamo misurarci e convivere per condividere.
“…io, poca logica, solo emozioni, questo è quanto e così sia, così è la vita, questa è la mia, Io vorrei un po’ d’acqua fresca, un po’ di sole sulla testa, centomila baci almeno quando è la mia festa, Non verresti a sopravvivere con me in un posto bellissimo se c’è? Poi la vita è quello che ti accade mentre progettavi il tuo futuro Questa frase così bella e giuro che difatti non è mia, ma io prometto: Acqua fresca nel bicchiere, le mie mani sul tuo sedere, centomila baci almeno quando è la tua festa, Non è niente di speciale... Non verresti a sopravvivere con me in un posto bellissimo se c’è?”
C’è sempre stato nella storia chi ha voluto riscrivere le cose, soprattutto ora che non esiste più la memoria collettiva di un tempo, ma una memoria collettiva "unicizzata" data dai mezzi di comunicazione. I testimoni diretti delle tragedie del Secolo stanno scomparendo, ma è società moderna stessa che non ha alcuna intenzione di ascoltarli, ci stiamo avviando verso un processo di cancellazione della memoria individuale, iniziato secondo Platone con l'invenzione della scrittura, speriamo solo di non cadere in un profondo oblio. Ritornando al Revisionismo, revisionista è stato chiamato per anni De Felice solo per aver dato una visione diversa della storia del ventennio fascista, per aver messo anche qualcosa di buono in quel che per molti era stato "il male assoluto". Ma De Felice, così come Benedetto Croce, non si possono definire degli storici revisionisti, erano solo meno legato da concenzioni politiche dinamiche del dopoguerra di altri storici o intellettuali, erano semplicemente degli storici non-comunisti e non doveva essere facile in quell'epoca dove il PCI “imponeva”, con i suoi intellettuali organici, un'interpretazione più che marxista della storia. Non mi sono trovato d'accordo con De Felice su molte sue affermazioni, ma anche a lui erano chiaro chi erano “i buoni e i cattivi”, anche se lui o come i più recenti “defeliciani” come Idro Montanelli o Enrico Galli Della Loggia, dovrebbero anche aver chiaro che la guerra partigiana ci fu, e coinvolse milioni di italiani, e che fu una guerra di popolo e non solo una congiura comunista. Siamo chiari e onesti. Ci fu una storia “data essenzialmente dal Partito comunista? Si. A questa storia conveniva esaltare il contributo dei comunisti nella Resistenza e relegare in ombra episodi come quello di Cefalonia, vicini all'esercito " badogliano"? Si. Conveniva addirittura cancellare episodi come le Foibe o le vittime partigiane?Si. E non penso ci sia nessun “revisionista” che possa smentirmi. Bisogna però chiarire i termini, e non strumentalizzare la storia per scopi che hanno a che fare con la politica attuale, perché scrivere queste cose in una vigilia elettorale in cui l'anticomunismo la fa da padrone, servirebbe solo per giustificare un altro governo di ex-fascisti o neo-fascisti, non vuole essere un onesta revisione della storia, ma solo salterelli su possibili posti di potere. I revisiosti sul periodo del ventennio per fortuna sono ancora pochi, anche perché è una storia ancora troppo vicina e diretta a noi per essere riscritta o revisionata, c’è stata una guerra civile di mezzo, anche molto spesso viene dimenticata e relegata, dai vari “dimenticazionisti”, perché per molti era un offesa un’assimilazione fra repubblichini e partigiani. Provocare, non vuol dire per forza revisionare, mettere in discussione cose e scontate o intoccabili nella sinistra o anche a destra, non è essere revisionisti, dare un idea o una visione uniformistica e totalmente bonaristica della resistenza italiana che è totalemnte sbagliata sia dal punto di vista storiografico che morale, e non permettetevi a chiamarmi “revisionista”. Ha ragione Asor Rosa quando dice che “si rilegge il passato in quel modo perché si vive il presente in questo modo”, per questo ci sarà sempre chi riproverà a riappropriarsi di radici storiche e riaddrizzarle,correggerle e giustificarle, da una parte e dell’altra. Ci sarà sempre qualcuno che giustificherà, o sminuirà i mali della storia, da una parte e dell’altra. Così come si ritorna ancora più indietro nel tempo, con il “revisionismo leghista” addirittura sul Risorgimento Italiano. Ma anche in quella Storia ci fu chi voleva unicizzare Cavour, Mazzini e Garibaldi uno accanto all'altro, mentre ci si scorda che Cavour aveva condannato a morte Mazzini. Ma questa è “un'altra Storia”. Mettere in discussione, non è sempre sinonimo di “revisionismo”. Revisionisti sono stati chiamati anni fa anche Calvino e Fenoglio, ed è tutto da dire sull’abuso del termine. Chiarire alcuni lati che per motivazioni politiche e ideologiche sono stati tralasciati, non vuol dire che bisogna riscrivere tutta la storia. Usando la stessa chiarezza e fermezza con cui bisogna distinguere chi ci ha dato la nostra libertà, e chi invece ce l’avrebbe privata. Questo deve essere chiaro. Quando espressioni o modi dire come “sotto il fascismo alla fine non si stava poi così male” oppure “i partigiani erano degli assassini comunisti e terroristi”, “i ragazzi di Salò avevano dei valori come onore e patria” diventano di uso comune, vuol dire che la Storia data da memorie collettive o pubbliche assume una funzione sbagliata. E’ evidente che il revisionismo storico sul fascismo, è totalmente espressione ideologica della destra, per un uso pubblico della storia che serve a legittimare aspetti del presente riferendosi al passato. Nessuno storico credo possa mettere in dubbio che il fascismo sia stata una dittatura a parte pochi nostalgici neo o post fascisti e il nostro Presidente del Consiglio, c'è chi ha affermato che non è stata una dittatura sanguinaria come il nazismo e lo stalinismo, e questo è in parte vero. C’è chi ha affermato che non ha fatto morti o che il confino fosse meglio di una vacanza ma è solo ignoranza o anticomunismo sviscerale, è inutile ricordare che è morto Matteotti, o ricordare che è morto in galera uno dei più grandi intellettuali del nostro secolo Antonio Gramsci, e su questo fsono grandi colpe del partito comunista stesso e di Togliatti, o i tanti omicidi di poveri contadini o semplici operai, e sempre per non essere “dimenticazionisti” , come non ricordare i massacri di africani in Etiopia e in Libia e gli scontri successi dopo la maglietta di Calderoli sono derivati da meccanismi che si rifanno ancora a quel periodo, non molto tempo fa c'è chi ha detto "vi faccio vedere come muore in italiano", io per quella Storia provo solo vergogna ad esserlo. Qualcuno dice che stiamo ritornando agli anni ’70 per il livello di scontro ed estremizzazione, non lo so, a me sembra invece più la fine degli anni ’80, un periodo molto strano, unepoca di passioni tristi e di scarso dibattito e appiattimento culturale. L’antifascismo non è più un valore, o se lo è, viene dato per scontato. C’è chi mette in discussione una festa come il 25 Aprile, ma c’è anche chi non sa o non gli interessa cosa si festeggia in quel giorno. Per me è semplicemente il mio giorno. Il giorno della “mia” libertà. Grazie.
Ci sono lacrime del sole c'è una bambina nel mattino ci sono rose sotto al letto dove nasconde il suo giardino ci sono eroi nel tuo rosario ci sono avanzi di preghiere ed un riparo per le nuvole cantami cantami di te dove torniamo ad ogni aprile chissà gli anelli che ora intrecci chissà se il vento ti accarezza se la bellezza ama ancora sedersi sulle tue ginocchia cantami cantami di te qui nella torre più alta tu che hai l'età dell'oro fino all'ultimo respiro cantami cantami di te...
Quando l'alba aprirà le braccia al tuo ritorno scavato nel sole da gocce splendenti racchiuderai il dolore racconterai sorprese e le canzoni con le ali ancora bagnate di farfalle appena nate voleranno socchiuderanno al vento e al cielo le ombre della terra come un fiore che non vedrai mai appassire
Il caffè riaprirà la porta al tuo sorriso rimasto com'era di polvere chiara asciugherai parole sussurrerai le offese e le tue canzoni prima schiacciate in un bicchiere voleranno leggere sul tuo viso socchiuderai le labbra al cielo e il cielo sulla terra come un fiore come un fiore che non vedrai mai appassire...
Menina estás à janela com o teu cabelo à Lua não me vou daqui embora sem levar uma prenda tua sem levar uma prenda dela com o teu cabelo à Lua menina estás à janela Os olhos requerem olhos e os corações corações e os meus requerem os teus em todas as ocasiões...
Chiudi gli occhi immagina una gioia molto probabilmente penseresti a una partenza ah si vivesse solo di inizi di eccitazioni da prima volta quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora penseresti all'odore di un libro nuovo a quello di vernice fresca a un regalo da scartare al giorno prima della festa al 21 marzo al primo abbraccio a una matita intera la primavera alla paura del debutto al tremore dell'esordio. ma tra la partenza e il traguardo tra l'attesa e il suo compimento tra il primo tema e il testamento nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione. ti stringo le mani rimani qui cadrà la neve a breve…
"Questa volta ho solo voglia di rivolta. e non importa se è Il volo di un sogno o solo il sogno di un volo.... se solo questo giorno durasse in eterno... se solo questo giorno durasse in eterno."
"vorrei abbracciarti stretta.. questo è il mondo in cui viviamo,non si scappa ma scenderemo in un milione di persone in piazza vedrai... cammineremo a mezzo metro da terra per la gioia solo il conflitto continuo tra modi di vita che indica una via d'uscita sapete è imbarazzante per noi sentirvi urlare così piano"
il mondo trattiene il respiro e le stelle ci guardano Avanti amore le lancette non girano più gli orologi si fermano Hai un palco pronto di erbacce sassi e lattine e qualcuno che ascolta qualcuno che ascolta Forza amore Portati via la tristezza e cancella il dolore Forza amore cullami stringimi scaldami con la tua voce. Porta belle storie porta belle storie e sorrisi e buone parole e buone parole. Avanti amore fammi perdere e dimenticare fammi volare sopra fabbriche e autostrade sopra monti, valli e pianure e distese di fiori e su mondi migliori
Ti troverò quando non saprò dove andare e mi terrai compagnia quando non avrò da fare e troverai in me qualcosa di te che ti farà rabbrividire le paure il dolore l’amore il sentire cose che si stratificano sulla pelle lasciano segni che non si cancellano e sempre ogni momento sei dentro quel che sento in ogni cosa che io tengo in ogni cosa che io prendo E sempre col mio passo attraverso tutto il tempo tutto il male che io taglio tutto il bene che ti voglio e non ti lascio più non ti lascio più... Ti cercherò nel profondo del mio cuore e riderò così tanto che mi sembrerà di aver pianto e troverò in te un silenzio che mi farà dimenticare ke paure le angosce l’odio il dolore... Ti troverò...
Tutto resta ed è normale. Non c’è niente di speciale Una carogna resta tale anche coi guanti bianchi E l’universo tridimensionale sta perdendo il suo colore Ed è avaro di stupore e di bei pensieri Ma resta qui con me. E inventiamo un mondo che ci faccia ridere Tutto resta uguale e i nostri occhi annoiati e semispenti Non si accorgono che il sole ci riscalda tutti Diventiamo semi-artificiali Non amiamo più l’amore e scopiamo per capire di non esser soli Ma resta qui con me E inventiamo un mondo che ci faccia piangere di gioia Ed io lo so che è solo un sogno che non ci inventiamo niente Perché tutto splende ma noi non lo vediamo Perché siamo velocissimi Tutto resta uguale ed è banale Non ha testa per pensare ma nemmeno per sofisticare tutto Ed io lo so che è solo un sogno che non ci inventiamo niente Perché tutto splende ma noi non lo vediamo Perché siamo velocissimi E lo so che tutto è niente che anche il bianco ha i suoi colori Ed andare fuori dalle case da noi stessi ci farebbe respirare Ed io lo so che è solo un sogno Ma resta qui con me...
25 Dicembre, San Cristobal de las Casas, Chiapas, Sud est Messicano, ovvero dal Mondo, 1997
Hanno ucciso a San Cristobal.. lo dice la radio e lo dicono le sirene che vanno e vengono sono morti Pepe e Carlos e la mamma di Amaris di fianco a dona Francisca e Josè è volato via escucha, mi vida, escucha come volano grida e parole per quanto tempo andrà avanti la stessa canzone? E' Natale a San Cristobal.. i soldati ci guardano e marciano lungo le strade e i vetri tremano sono buie le cattedrali i vecchi si incontrano agli angoli dei cimiteri e le donne pregano escucha, mi vida, escucha come volano pianti e parole per quanto staremo a cantare la stessa canzone? notte nera, notte che andrà no llores nino, no llores mi amor Piove forte a San Cristobal.. su preti stanchi, su pozzi e case bruciate su capanne e su villaggi cade acqua sui marciapiedi sui turisti stranieri e i feriti negli ospedali sui fucili e sugli altari Escucha, mi vida, escucha Come volano spari e parole Per quanto tempo andrà avanti la stessa canzone...?
Nella notte del 22 dicembre 1997, uno squadrone paramilitare filo-messicano fece irruzione nel villaggio di Acteal, nei pressi di San Cristobal de las Casas, massacrando e uccidendo 45 indios. Samuel Ruiz, celebrando la messa di Natale nella cattedrale di San Cristobal disse: "Questa notte nasce un bambino morto..."